Gestire al meglio il periodo successivo alle terapie è fondamentale, anche perchè riguarda un numero sempre più grande di persone. Oggi infatti più della metà dei malati di cancro guarisce in maniera definitiva mentre un altro 20% convive con la malattia per un periodo sempre più lungo. In Italia circa il 4% della popolazione ha una storia personale di tumore.
Questo avviene per due ragioni fondamentali:

  • grazie ai progressi delle terapie oncologiche
  • grazie alla diagnosi sempre più precoce dei tumori

FOLLOW-UP: UN MOMENTO DELICATO

I follow-up sono i controlli a cui il paziente viene sottoposto alla fine delle terapie. Questi hanno lo scopo di diagnosticare precocemente un’eventuale recidiva della malattia e di accompagnare il paziente nel suo ritorno alla normalità. Per prendersi cura di queste persone è necessario un approccio multidisciplinare che coinvolga professionalità composite: oncologo medico, radioterapista, chirurgo, psicologo e altri specialisti.
Dopo il trattamento primario (intervento chirurgico, radio e chemioterapia) le persone generalmente vivono in una condizione di completo benessere. Ci sono però anche situazioni in cui questa fase è accompagnata da disturbi.
Il tumore è un’esperienza che richiede a chi ne è colpito di individuare strategie per adattarsi a molti cambiamenti che derivano sia dalla malattia che dalle terapie oncologiche.

GLI EFFETTI DELLE TERAPIE

L’auspicio è che, una volta conclusi i trattamenti, ci si possa riappropriare della propria vita trovando un nuovo equilibrio. Spesso però la malattia o la sua terapie lascia tracce.
I trattamenti infatti possono avere effetti collaterali che possono perdurare anche dopo la loro conclusione.
La prevenzione e la cura degli effetti collaterali successivi alle cure primarie dipendono dalla tempestività con cui vengono segnalati al medico curante e dai controlli a cui il paziente viene sottoposto alla fine delle terapie.

LA RIABILITAZIONE: UNO STRUMENTO IMPORTANTE

La riabilitazione aiuta i pazienti oncologici in tutte le fasi del percorso terapeutico per mantenere e migliorare la qualità della vita, infatti previene e tratta gli effetti collaterali dei trattamenti e aiuta a recuperare le funzioni lese.
La riabilitazione oncologica non è solo funzionale (per esempio coadiuvante nel mantenimento delle funzioni fonatorie, respiratorie o motorie), ma anche nutrizionale, cognitiva, psicologica, sociale, sessuale.

TRATTAMENTI ANTITUMORALI: LE CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE

Le conseguenze possono essere svariate e ognuna necessita di interventi riabilitativi specifici. Vediamo alcune fra le conseguenze a lungo termine più comuni:

DISTURBI GASTROINTESTINALI

Chemio, radio e chirurgia possono alterare la capacità di digestione e assorbimento degli alimenti. La chirurgia e la radioterapia sulla regione addominale possono indurre la formazione di cicatrici o aderenze intestinali che possono provocare disturbi della motilità intestinale e un alterato assorbimento degli alimenti. I sintomi che possono manifestarsi anche a distanza di tempo sono dolore addominale, diarrea, stitichezza, perdita di peso.

FATIGUE

Con “fatigue” si intende la difficoltà a compiere normali azioni quotidiane, a concentrarsi, a parlare e a prendere decisioni, a ricordare le cose, sensazioni di vertigine, disturbi del sonno, umore fragile. Si manifesta in circa il 30% delle persone che hanno superato la malattia. Le cause possono essere molteplici: anemia, dolore, depressione. Può essere affrontata efficacemente, soprattutto combinando interventi farmacologici con un adeguato sostegno psicologico.

INFERTILITÀ

Alcuni farmaci chemioterapici possono modificare i livelli ematici degli ormoni alterando la fertilità, così come la radioterapia sugli organi riproduttivi può portare all’infertilità. La cosa migliore è affrontare questo problema prima di iniziare i trattamenti. Nella donna si potrebbe ricorrere al congelamento di embrioni o degli ovociti o al congelamento del tessuto ovarico.

NEUROPATIA PERIFERICA

Generalmente è provocata dai chemioterapici e hanno come sintomi intorpidimento, formicolio, dolore, debolezza muscolare, vertigini. Generalmente la neuropatia che insorge durante il trattamento spesso si risolve spontaneamente, ma a volte si tende a cronicizzare.

LE CONSEGUENZE A LIVELLO EMOTIVO

La fine dei trattamenti terapeutici è un periodo delicato. Da un lato ci si riappropria della propria vita, dall’altro la fase di turbamento continua perchè non ci si sente più “quelli di prima”. Ci sono diversi stati d’animo che concorrono a delineare il quadro psicologico di questo momento:

  • Rabbia: una delle reazioni più comuni
  • Solitudine: dopo i trattamenti diminuisce la frequenza del rapporto con i medici e anche con la rete di sostegno che ha accompagnato il malato verso la guarigione
  • Ansia: spesso la persona ha paura che la malattia possa ripresentarsi
  • Tristezza: la sensazione di incertezza e vulnerabilità può tardare molto tempo a sparire

RIPRENDERE UNO STILE DI VITA SANO

Mantenere uno stile di vita salutare aiuta a migliorare la reazione dell’organismo in cui i disturbi dovessero comparire. Questo vuole dire svolgere regolare attività fisica, smettere di fumare e bere con moderazione.


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