Per molti tumori non sono ancora state trovate cure definitive. La ricerca scientifica e i progressi in campo medico svolgono quindi un ruolo fondamentale nell’individuare e sperimentare terapie sempre più efficaci.
L’Unità di Oncologia Ginecologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è da sempre dedicata alla cura e alla ricerca sul cancro e ha come obiettivo primario quello di offrire alla paziente una valutazione multidisciplinare del trattamento più efficace con particolare attenzione alla preservazione delle funzioni riproduttive.

Il reparto è un centro di riferimento nazionale ed internazionale per il trattamento chirurgico di tutte le principali patologie oncologiche dell’apparato genitale femminile. Alle donne affette da queste neoplasie viene proposta una vasta gamma di possibilità terapeutiche innovative che coprono tutte le varie fasi della malattia con un elevato standard qualitativo.

L’attività dell’Unità di Oncologia Ginecologica è continuamente rivolta al miglioramento degli standard assistenziali e terapeutici e allo sviluppo di nuove procedure per la diagnosi precoce della patologia primaria e delle metastasi. Numerosi protocolli di ricerca clinica sono attualmente in corso e condotti in collaborazione anche con altri organi internazionali.

Studio multicentrico di fase II che valuta l’efficacia della combinazione di Ganetespib e chemioterapia con Carboplatino seguita da terapia di mantenimento con Niraparib rispetto il trattamento chemioterapico base platino scelto dal medico con Niraparib di mantenimento. Si tratta di un trial europeo che coinvolge pazienti affetti da tumore ovarico in recidiva platino sensibile.

Studio di fase II, prospettico, non randomizzato che valuta l’efficacia di Pembrolizumab in pazienti con carcinoma ovarico, delle tube di Falloppio e primitivo del peritoneo, ricorrente, platino resistente, con CPS >1 che non abbiano ricevuto più di due linee terapeutiche.

Studio randomizzato, doppio cieco, di fase 3 che valuta l’efficacia del mantenimento con selinexor rispetto al placebo nelle pazienti affette da neoplasia endometriale in risposta parziale o completa al termine di un trattamento basato su taxolo per almeno 12 settimane.

Studio randomizzato di fase 3, doppio cieco, che confronta il dostarlimab (tsr-042) in combinazione a trattamento chemioterapico con carboplatino e taxolo nelle pazienti affette da recidiva di tumore endometriale (prima recidiva) o da tumore endometriale stadio III e IV alla diagnosi.

Studio randomizzato di fase III che valuta l’efficacia di Niraparib rispetto al trattamento chemioterapico a scelta del medico in pazienti affette da carcinoma ovarico, della tuba di Falloppio o primitivo del peritoneo in recidiva e non candidabili a terapia con platino.

Studio randomizzato di fase 3b doppio cieco, di confronto tra olaparib versus placebo in pazienti con tumore epiteliale ovarico pre trattate con PARP inibitore in risposta a ritrattamento a base di platino.

Studio multicentrico, randomizzato, di fase 3 su rucaparib rispetto alla chemioterapia in pazienti con cancro epiteliale dell’ovaio, della tuba di Falloppio o primitivo peritoneale di grado elevato, recidivato, con mutazione BRCA. Sono candidabili le pazienti che abbiano ricevuto almeno 2 regimi chemioterapici precedenti. Saranno escluse le pazienti con malattia refrattaria al platino (ossia, progressione di malattia durante o entro 4 settimane dall’ultima dose della più recente chemioterapia a base di platino) e le pazienti che abbiano ricevuto un trattamento precedente con PARPi. Le pazienti con malattia resistente o parzialmente sensibile al platino saranno randomizzate 2:1 al trattamento con rucaparib o paclitaxel settimanale. Le pazienti con malattia sensibile al platino saranno randomizzate 2:1 al trattamento con rucaparib o chemioterapia a base di platino, in base alla scelta dello sperimentatore: monoterapia a base di platino (cisplatino o carboplatino) o chemioterapia con due farmaci a base di platino (carboplatino/paclitaxel, carboplatino/gemcitabina o cisplatino/gemcitabina).

Studio randomizzato di fase II in pazienti affette da recidiva platino resistente di carcinoma ovarico che confronta la terapia sperimentale con Decitabina e Carboplatino rispetto a trattamento chemioterapico a scelta del medico sperimentatore. Sono candidabili pazienti che hanno ricevuto non più di due linee di chemioterapia e che sono ricadute entro sei mesi dall’ultima terapia con carbopaltino.