“Cronicizzazione della malattia” non significa guarire il tumore, ma controllarlo per un lungo periodo di tempo, mantenendo una qualità e un’aspettativa di vita accettabili. Grazie al progresso delle terapie, un numero sempre crescente di pazienti si trova a convivere con la malattia, prospettiva impensabile fino a una manciata di anni fa.

REMISSIONE E PROGRESSIONE DEI TUMORI

I tumori che possono essere tenuti sotto controllo a lungo sono sempre di più. In questa fase l’andamento della malattia è ciclico e a fasi di controllo e regressione si alternano fasi in cui la malattia avanza.
In questo periodo il trattamento pur non arrivando alla guarigione, riesce a eliminare le tracce del tumore.

Si parla di:

  • remissione completa: quando il trattamento elimina tutte le tracce del tumore
  • remissione parziale: quando il trattamento elimina solo una parte delle tracce di tumore

Per remissione si intende quindi un periodo di benessere in cui i sintomi del tumore e delle terapie possono essere molto blandi o assenti. Non si può sapere quanto possa durare.
A questi periodi possono succedere periodi di progressione. In questo caso bisogna iniziare un nuovo ciclo di trattamento, con lo stesso approccio terapeutico a cui ci si è sottoposti la prima volta o con un nuovo trattamento.

CRONICIZZAZIONE E BENESSERE PSICOLOGICO

Convivere con un cancro cronicizzato ci porta a stravolgere le nostre abitudini per adattarle alle nuove condizioni di salute.
Trattamenti, visite, esami entrano nella routine quotidiana e le condizioni fisiche, nonostante possano essere buone, non sono comparabili a quelle di prima della diagnosi.
L’elemento più caratterizzante di questa situazione è però l’incertezza per il futuro, la paura di recidive e la preoccupazione per la progressione della malattia.
La cosa migliore da fare è chiedere supporto ad uno psicologo, che può aiutare a trovare le risorse interne utili a fronteggiare la situazione.


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