Discriminare i fibromi dai sarcomi, e quindi le formazioni benigne dalle maligne, è fondamentale per valutare la migliore modalità d’intervento. Un recente studio dei ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in collaborazione con lo spin-off universitario DeepTrace Technologies IUSS-Pavia, ha esplorato le funzionalità della radiomica per immagini per supportare le decisioni cliniche in questo campo.

FIBROMI UTERINI: COSA SONO

I fibromi uterini (miomi) sono delle neoplasie benigne molto comuni. Spesso asintomatiche, hanno origine da una eccessiva proliferazione di tessuto muscolare liscio. I fibromi insorgono in genere sulla parete uterina (miometrio) e più raramente possono crescere a livello ovarico o separati dall’utero a cui restano connessi grazie ad un piccolo peduncolo. Le dimensioni sono estremamente variabili: da pochi mm fino a oltre 20 cm.
Quando sono asintomatici, generalmente vengono diagnosticati nel corso di un controllo di routine.
Se invece producono dei sintomi, questi possono essere:

  • cicli mestruali a carattere emorragico e anemia
  • dolori pelvici
  • dolore durante i rapporti (dismenorrea)
  • urgenza minzionale
  • infertilità
  • aborti spontanei e complicanze della gravidanza

Le cause che portano alla formazione dei miomi uterini non sono completamente note, anche se è stata riconosciuta una predisposizione genetica e una successiva suscettibilità alla stimolazione ormonale.
La controparte maligna dei miomi, il sarcoma, è un tumore raro e spesso letale.

FIBROMI E SARCOMA: DIAGNOSI E TRATTAMENTO

Diagnosticare miomi e sarcomi è una vera sfida per il ginecologo. L’ecografia rappresenta la metodica diagnostica di prima scelta, questo perché è sempre disponibile, rapida, poco costosa e non richiede alcuna preparazione per la paziente.
La lettura dell’ecografia però dipende dall’esperienza dell’operatore: la buona formazione di chi esegue l’esame è imprescindibile per arrivare a una diagnosi precisa.
I miomi possono essere trattati diversamente a seconda della loro localizzazione, delle dimensioni, dell’età della paziente, delle sue condizioni di salute e del suo desiderio di prole.
La chirurgia per i miomi uterini generalmente è conservativa e poco invasiva.
Ad oggi non esistono metodiche diagnostiche in grado di distinguere con buona accuratezza le neoformazioni maligne dai miomi.
C’è quindi il rischio di intervenire con una chirurgia inadeguata in caso di sarcoma occulto, anche perchè nel 2014, la Food and Drug Administration (FDA) americana ha messo in guardia gli operatori sanitari contro l’uso del morcellatore uterino. Il morcellatore è uno strumento chirurgico utilizzato per “frammentare” miomi di grandi dimensioni affinché possano essere rimossi. Questa operazione potrebbe però promuovere la disseminazione di detriti tumorali in addome in caso di lesione maligna occulta.

UNA DIAGNOSI ACCURATA È ESSENZIALE PER PIANIFICARE UNA CHIRURGIA ADEGUATA

Un’accurata diagnosi preoperatoria è essenziale per pianificare una chirurgia adeguata. La chirurgia infatti può essere conservativa in caso di mioma e demolitiva in caso di sarcoma uterino.
Proprio su questo argomento è stato pubblicato uno studio su Gynecologic Oncology, frutto del lavoro dei ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in collaborazione con lo spin-off universitario DeepTrace Technologies IUSS-Pavia.
I ricercatori hanno realizzato un modello riproducibile utilizzando la radiomica applicata alle immagini ecografiche. Le immagini delle neoformazioni uterine, in questo caso ottenute attraverso la valutazione ecografica, vengono “lette” dal software di radiomica e intelligenza artificiale, che riconosce molte caratteristiche del tumore come la forma, il volume, la struttura tissutale. Questo modello è in grado di discriminare le formazioni benigne dalle maligne con buona accuratezza, rappresentando così un importante strumento di supporto decisionale per il medico. Un importante vantaggio del modello costruito è quello di non essere operatore-dipendente e di essere quindi riproducibile.

Il prossimo obiettivo sarà una validazione prospettica e multicentrica del modello predittivo costruito, così da testarne la reale efficacia nella pratica clinica a supporto della pianificazione di un trattamento il più possibile personalizzato per la paziente.


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